Barbie e Ken, due bambolotti creati dall’uomo a sua «immagine e somiglianza» si trovano meccanicamente costretti ad eseguire dei comportamenti stereotipati e cliché indotti dal loro “ruolo” in quanto “modelli” per bambini. I due fatalmente e involontariamente si ribelleranno a quello schema mettendo in dubbio il loro sapere surrogato e andando incontro a tutte le domande e le contraddizioni umane. La loro apparentemente superficiale conversazione li porterà, senza che se ne rendano conto, a discutere dei massimi sistemi. È appunto questa inconsapevolezza che metterà in dubbio le loro conoscenze, delle conoscenze che sembrano anch’esse prefabbricate. È parte della loro natura di giocattoli, di simboli, non avere dubbi ma solo certezze… La comicità nasce proprio dal fatto di avere tutte le risposte, ma non sapere perché. Ken e Barbie in questa storia si trovano a conversare della loro condizione di bambolotti, una condizione che è forse rappresentativa anche di noi e dei nostri tempi più di quanto non pensiamo.

teatro d’attore, interazione con il pubblico (durata 60 minuti)

per la scuola secondaria di secondo grado

progetto speciale POST Percorsi di/per l’Orientamento tra Scuole e Teatro

Teatro la Fuffa / Fondazione SAT

BARBIE E KEN – riflessioni su una felicità imposta – (togliere trattino finale)

una creazione di Letizia Buchini, Filippo Capparella e Saskia Simonet

regia Filippo Capparella

Co-regia Saskia Simonet

con Letizia Buchini e Filippo Capparella

consulenza luci e scenografia Michelangelo Campanale

musica originale Davide Rossi

voce off Paolo Fagiolo

Altri contenuti

> per vedere il promo clicca qui

Dove

teatro ghirelli