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Cantare il disincanto
Studio per la messinscena di un monologo con canzoni tristi
di e con Canio Loguercio
dal libro “Cantare il disincanto” Giulio de Martino
con contributi di Canio Loguercio, Salvatore Rossi e Carlo Serra (Manzoni Editore /Urania Records, 2025)
durata 60 minuti
Lo spettacolo unisce parole e musica per raccontare il disagio e la malinconia nella canzone d’autore italiana degli anni ’60, con particolare attenzione al 1963. Attraverso appunti, ricordi e brani struggenti, Loguercio rievoca una memoria storica, personale e collettiva, dipingendo un’Italia divisa tra il boom economico e una profonda nostalgia. Il monologo, adattamento del suo testo pubblicato nel libro “Cantare il disincanto”, mette in luce l’estetica del disagio e della rinuncia che i cantautori hanno espresso in quegli anni di grandi trasformazioni.
Canio Loguercio, musicista, poeta e performer lucano, ha fondato l’etichetta indipendente Officina negli anni ’90. Finalista tre volte al Premio Città di Recanati, debutta nel 2004 con il concept-album “Indifferentemente”. Nel 2007 pubblica “Miserere” (libro/CD/DVD) e successivamente “Passioni”. Con “Amaro Ammore” e “Canzoni Sussurrate” è candidato alla Targa Tenco 2014, mentre nel 2017 vince la Targa Tenco per il miglior album in dialetto con “Canti, ballate e ipocondrie d’ammore”. Finalista anche alle Targhe 2021 e 2023 con “Ci stiamo preparando al meglio” e il singolo “’A libertà” dalla colonna sonora di “La Giunta”.






