CINEMATOGRAFO VIVIANI canzoni e film
a cura di Antonella Monetti e Michele Signore
presentazione Simona Frasca
produzione Associazione Alessandro Scarlatti

“Cinematografo Viviani, canzoni e film, sonorizzazione dal vivo” di due cortometraggi provenienti dalla tradizione del cinema muto napoletano. Si tratta di “Un amore selvaggio” del 1912 e di “Scarpetta e l’americana” del 1908.

Ritrovato e restaurato in Olanda, “Un amore selvaggio” vede Raffaele Viviani e sua sorella Luisella in una fosca vicenda ambientata in Sicilia. Il personaggio di Raffaele è quello di un lavoratore agricolo dal carattere violento e rissoso, il quale mal sopporta la corte che il figlio del padrone fa a sua sorella. La storia si avvia verso un risvolto tragico, ma alla fine tutto si risolve per il meglio. Frammento di una commedia di ambientazione napoletana, “Scarpetta e l’americana” vede Vincenzo Scarpetta alle prese con bella signora americana, la quale si rivela alla fine più partenopea dell’attore. La donna getta nel mare uno scrigno, chiedendo al suo spasimante di recuperarlo come prova d’amore. Lui si rivolge a un pescatore, offrendogli del denaro per portare a termine il recupero al posto suo. La cura delle musiche è di Antonella Monetti, voce, fisarmonica, e Michele Signore, violino, mandolino, mandoloncello, che da alcuni anni conducono una ricerca sul cinema muto napoletano, realizzando sonorizzazioni originali che esaltano le componenti emotive dei lavori filmici.

In questo caso il materiale sonoro è costituito da una raccolta di canzoni di Raffaele Viviani, Mario Pasquale Costa, Antonio De Curtis e da brani originali di Michele Signore. Antonella Monetti e Michele Signore si accostano alle immagini con un duo da concertino, da posteggia, reinventando l’ambiente musicale delle piccole sale cinematografiche, quelle dove si facevano proiezioni una dopo l’altra, intervallate da spettacoli d’arte varia. Il progetto, curato dalla ricercatrice Simona Frasca, è in collaborazione con la Cattedra di Scuola del Cinema Università Federico II, Cineteca di Bologna ed Eye Filmmuseum di Amsterdam. La produzione è a cura dell’Associazione Alessandro Scarlatti.