Fausta Vetere ripercorre la sua carriera artistica che va dall’incontro con il M° De Simone fino al periodo più recente caratterizzato da brani scritti per lei da vari autori. L’incontro con De Simone le apre la visione di una storia musicale napoletana diversa da quella che si conosceva, dalle antiche villenelle alle tammurriate, dalle moresche alle tarantelle, di un mondo pieno di fascino e di poesia. Un mondo che ri-portava alla luce una storia segreta della nostra città.

La storia di una Napoli che narra se stessa al di fuori degli stereotipi, attingendo così alle fonti di quella musica che nei secoli l’ha resa famosa e conosciuta.

Imparando anche che la vera storia è stata sempre fatta non da capipolo, da vicerè, generali o imperatori, ma da quelli che sono passati senza nome.

A questo repertorio si aggiungono poi anche brani, mai cantati prima, della canzone classica napoletana. La caratterizzazione per quest’ultima è che tutte le canzoni sono state riportate alla semplicità ed alla leggerezza di un tempo: non orchestrazioni ridondanti ma semplici melodie che ridanno vigore e valore sia al testo che alla musica. Elemento unificatore di questi due mondi comunque distanti tra di loro è la voce, che diventa unificatrice del pensiero e della storia di una città, sicuramente madre della cultura del nostro mediterraneo.

E diceva core core

voce e chitarra

Fausta Vetere

chitarra

Umberto Maisto