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FRONTIERE IN-DI-VISIBILI
concerto con Fiorenza Calogero, Ziad Trabelsi, voce e oud, e con Gabriele Coen, clarinetto
produzione Migrazioni Sonore
Dove le note si incontrano, le culture si abbracciano e le voci si fondono. Un’esperienza sonora che attraversa i confini, portando con sé la passione della voce napoletana, la dolcezza dell’oud, della voce araba e la magia dei clarinetti jazz. Un concerto che celebra la diversità e l’unità, creando un’armonia universale che parla direttamente al cuore. Dall’epoca d’oro del IX secolo ai giorni nostri, la musica diventa il filo che unisce le frontiere indivisibili della storia e dell’anima, testimone della ricchezza della diversità e messaggera di pace.Un intreccio sonoro tra la tradizione musicale del Sud Italia, con un focus particolare sulla canzone napoletana tra tammurriate, canti di lavoro, lamenti e brani d’autore. La protagonista è Fiorenza Calogero, originaria di Castellammare di Stabia, che vanta tra i suoi Maestri Roberto De Simone, Enzo Avitabile e Marcello Vitale. La versatilità della voce, l’approccio sanguigno alla scrittura e l’espressività scenica fanno di Fiorenza Calogero una delle più profonde interpreti della canzone tradizionale italiana. Si aggiungono le musiche del mondo arabo e del Maghreb, con composizioni originali e brani tradizionali rivisitati dal tunisino Ziad Trabelsi, membro della storica Orchestra di Piazza Vittorio e direttore dell’orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo: Almara’a. Compositore, maestro dell’oud e della voce che incarna la profondità del canto della sua terra d’origine. Gli arrangiamenti e le visioni musicali sono affidati all’intervento raffinato di Gabriele Coen: sassofonista, clarinettista e compositore, capace di unire stili diversi, con una scrittura musicale che valorizza le melodie tradizionali integrandole in un linguaggio colto e aperto all’improvvisazione.
Ogni brano è un’isola, ma il cammino è comune. Il Sud Italia e il Nord Africa si rispecchiano nelle loro memorie comuni di emigrazione, accoglienza, nostalgia e resistenza.







