per la rassegna Ancora Altre Visioni
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un film di Gianluca Matarrese
scritto da Donatella Della Ratta e Gianluca Matarrese
montaggio Giorgia Villa
fotografia Gianluca Matarrese
musiche originali Cantautoma
edite e prodotte da Ala Bianca Group S.r.l.
coproduzione Bellota Films, Stemal Entertainment, Elefant Films
produttori Dominique Barneaud, Donatella Palermo, Alexandre Jordachescu
film realizzato con la partecipazione di France Télévisions
in coproduzione di RTS Radio Télévision Suisse – SRG SSR
con il supporto di Centre National du Cinéma et de l’Image Animée
e Cinéforom e Loterie Romande
con il supporto di Milano Film Network
post-production Fund L’Atelier MFN 2024, con il contributo di Bper Banca
Francia-Italia-Svizzera | 2025 | 1h44
Alla proiezione sarà presente Donatella Della Ratta e in video collegamento il regista Gianluca Matarrese e il dottor Maurizio Bini
All’ospedale pubblico Niguarda di Milano, il dottor Maurizio Bini ha una missione non convenzionale: trasformare vite attraverso la fertilità e l’affermazione di genere. In qualità di responsabile di due reparti altamente sensibili, supervisiona i sogni e le lotte di aspiranti genitori che si sottopongono alla fecondazione assistita, oltre che i viaggi molto intimi di persone che riconciliano il proprio corpo con la propria identità di genere. Così facendo, si posiziona al centro di alcuni dei dibattiti più complessi e polarizzanti del nostro tempo. Operando in un ambiente politicamente carico, il dottor Bini deve affrontare i dilemmi etici e sociali inevitabilmente legati al suo lavoro e le pressioni sempre più forti provenienti da un mercato sanitario orientato alla mercificazione del corpo umano. Questi vincoli mettono in discussione non solo la sua filosofia professionale, ma anche i principi fondamentali della sanità pubblica come baluardo di equità e compassione. Il film offre un ritratto intimo del dottor Bini mentre si avvicina al termine della sua carriera. La sedia del suo ambulatorio funge da finestra simbolica su storie di cura e trasformazione. Attraverso la sua pratica, riflette sullo scopo della medicina: non solo curare il corpo, ma affermare la dignità e il valore di ogni individuo. Guidato dalla visione precisa ed evocativa del regista, il film trascende la semplice documentazione, evolvendosi in una profonda meditazione su ciò che la sanità pubblica dovrebbe aspirare ad essere. Diventa una lente attraverso la quale le persone vengono invitate a ri flettere sul ruolo della empatia e del servizio in medicina, anche all’interno delle complessità di una nazione spesso considerata paradossale nel suo approccio al progresso sociale. In definitiva, la storia del dottor Maurizio Bini serve a ricordare l’importanza di un sistema sanitario pubblico che privilegi l’umanità rispetto al profitto e la resilienza rispetto alla rassegnazione.







