Giacomino, cinquantenne, ha perso il lavoro e si ritrova indebitato per star dietro ai desideri di consumo della moglie e dei figli adolescenti. La vendita dell’appartamento in cui vive la madre potrebbe aiutarlo a rimettersi in sesto, certo, ma lei non è affatto d’accordo. Non si vende proprio niente: quello che ci vuole, invece, è il coraggio di guardare in faccia la propria vita e fare scelte oneste e non acquiescenti, questo dice mammà. Il momento di difficoltà diventa così l’occasione, a lungo sprecata, per mettere a confronto due epoche della vita, mentre si ride parlando di cucina, tra saggezza, incomprensioni e momenti di commozione.

Note di regia_Enrico Ianniello
La vecchiaia è un vantaggio che arriva troppo tardi. L’unico modo di approfittare di questo vantaggio, è condividerlo con gli altri. GIACOMINO E MAMMA è il terzo testo catalano che traduco per la scena in napoletano. Se in Chiòve di Pau Miró ci trovavamo all’ultimo piano di un immaginario condominio napoletano dei Quartieri Spagnoli, se in Giocatori – dello stesso autore – c’eravamo spostati nello spazioso secondo piano ricco solo di ricordi che era la casa del Professore, il piccolo appartamento col terrazzino al primo piano di questo edificiodrammaturgico italo iberico è stavolta l’oggetto del desiderio attorno al quale ruota la vicenda del testo di Oves e Galceran. Il momento di difficoltà vissuto da Giacomino diventa invece l’occasione, a lungo sprecata, per mettere a confronto due epoche della vita, occasione nella quale l’amore tra una madre e un figlio viene a galla in maniera prorompente mentre si ride parlando di cucina, di quattro per quattro, della capacità di vivere inseguendo i propri sogni o le rate dei propri acquisti, tra saggezza, parolacce, incomprensioni e momenti di autentica e profonda commozione quando si scopre che a un certo punto della vita non si possono dire più le cose importanti.

Isa Danieli su “Giacomino e mammà”
“Una madre, si sa, farebbe tutto per i propri figli e non li abbandonerebbe mai, soprattutto nel momento del bisogno. E questo è evidente nel divertentissimo testo scritto da Galceran e Oves e magnificamente tradotto in napoletano da Enrico Ianniello, mio straordinario compagno di scena. Siamo molto lontani dalle madri di Brecht, Eduardo De Filippo, Manlio Santanelli, che ho affrontato in precedenza. Posso dire, e con una certa soddisfazione, che mi ritrovo molto a mio agio a interpretare, ancora e adesso, questo ruolo, innanzitutto perché mi viene offerto all’età giusta, poi perché è un personaggio diverso da tutti gli altri. È una donna che, pur mantenendo tutte le caratteristiche che ti aspetti in una madre, soprattutto in quelle costanti e quasi maniacali attenzioni verso il figlio, circa il cibo, la salute, la vita coniugale, le economie familiari, riesce tuttavia a conservare una irresistibile ironia e una solidità di sentimenti che riesce a farle superare momenti particolarmente difficili nella relazione con l’amatissimo Giacomino”.

Lo spettacolo nasce nell’ambito del progetto Rua Catalana, che vede tre realtà napoletane, Casa del Contemporaneo, Nuovo Teatro Sanità e Mutamenti/Teatro Civico 14, collaborare con la Delegazione del Governo della Catalogna in Italia e l’Institut Ramon Llull nell’adattamento di altrettanti testi tradotti, dal catalano al napoletano, da Enrico Ianniello.

Inoltre, martedì 8 dicembre alle 11 è previsto un incontro con Enrico Ianniello insieme agli autori Jordi Galcerán, Pau Miró e Marta Buchaca, questi ultimi tre collegati da remoto, disponibile anche in streaming.

di

Santiago Carlos Oves e Jordi Galcerán – traduzione Enrico Ianniello

con

Isa Danieli e Enrico Ianniello

regia

Enrico Ianniell

altri crediti

scene e costumi Barbara Bessi – luci Lucio Sabatino – suono Daghi Rondanini – aiuto regia Costanza Boccardi – direzione tecnica Lello Becchimanzi – direzione di scena Gigi Gregorio Esposito – sarta Federica Del Gaudio – assistente di produzione Clarissa Curti – foto di scena Francesco Cataldo – ufficio stampa Renato Rizzardi

produzione

Teatri Uniti
progetto RUA CATALANA in collaborazione con Delegazione del Governo della Catalogna, Institut Ramon Llull

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