per la rassegna Ancora Altre Visioni
IL MIO COMPLEANNO
regia Christian Filippi
prodotto da Leonardo Baradi
soggetto e sceneggiatura Anita Otto e Christian Filippi
con Zackari Delmas, Silvia D’Amico, Giulia Galassi, Simone Liberati, Federico Pacifici, Nicolò Medori, Carlo De Ruggieri
fotografia Matteo Vieille Rivara
costumi Maya Gili
scenografia Alessandra Galletta
trucco Linda Maculan
suono Stefano Marino
montaggio Tommaso Marchesi con la supervisione di Gianluca Scarpa
musiche Meganoidi
casting Giulia Appolloni
organizzazione Carmine Daniele
aiuto regia Veronica Lanteri
compagnia Cattive Produzioni
Italia, 2024 | durata 90′
Alla proiezione sarà presente il regista
Presentato alla 81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nell’ambito di Biennale College Cinema, il film ha poi fatto tappa a Alice nella Città – dove ha conquistato due Menzioni Speciali – e ad altri festival nazionali e internazionali. Il mio compleanno racconta la storia di Riccardino, un ragazzo che sta per compiere 18 anni e vive in una casa famiglia dopo essere stato separato dalla madre Antonella. Alla vigilia della maggiore età, decide di fuggire per ritrovarla, ma il loro incontro porta alla luce una realtà complessa e dolorosa. Con uno sguardo autentico e intenso, il film affronta il tema della fragilità familiare e della ricerca di un’identità, raccontando una storia tanto intima quanto universale.
La genesi del film risale a un laboratorio di scrittura che ho tenuto nelle case famiglia di Roma nel 2018. In seguito ho deciso di raccogliere quanto più materiale possibile dalle narrazioni che i ragazzi, i tutor e gli assistenti sociali avevano condiviso con me per raccontare una storia autentica e, allo stesso tempo, universale. La mia speranza è che lo spirito del film possa davvero rendere l’anima dei personaggi, e soprattutto del protagonista, che rappresenta una nuova generazione di giovani che vivono ai margini della nostra società, spesso invisibili, crescendo senza la guida dei genitori. L’approccio di questa generazione alle situazioni dolorose non è semplicemente scoraggiato o passivo, ma è invece caratterizzato da un potente senso di ironia e umorismo irriverente, per proteggersi dai propri fantasmi. Vista la natura della storia raccontata, il film avrà sicuramente un sapore drammatico, ma non mancheranno sprazzi di ironia e comicità da parte del protagonista: un’illusionista con un’unica grande illusione, sua madre. Riccardino è l’ultimo baluardo di una Roma scomparsa, e della sua gente scomparsa: affamato, primitivo, astuto e sempre un passo avanti. Riccardino, però, è anche fragile: le sue speranze si sono rivelate false ed è pervaso da un profondo senso di ingiustizia. È qui che la sua vitalità si trasforma in rabbia. La sua rabbia si legge nei suoi occhi e nell’impulsività delle sue reazioni aggressive e violente. Nel mio approccio visivo ho cercato di far coincidere la realtà della storia con le illusioni dei pensieri del protagonista, provando ad entrare nella sua testa e percepire il mondo intorno come lo percepisce lui stesso.







