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Isidoro
di e con Enrico Ianniello
liberamente tratto dal romanzo “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” (ed. Feltrinelli)
regia Pau Miró
disegno luci Lluis Serra
costume Ortensia de Francesco
videoproiezione Jordi Homs
responsabile di produzione Teatre Akademia Meri Notario
direzione tecnica Lello Becchimanzi
coproduzione Casa del Contemporaneo Napoli, Teatre Akadémia Barcelona, La Fanfola Barcelona
Quarantacinque anni dopo il terremoto dell’Irpinia, a dieci anni dall’uscita del fortunato romanzo “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” (vincitore dei premi Campiello Opera Prima, Fante Opera Prima, Cuneo Opera Prima, Selezione Bancarella e Selezione Premio Berto) Enrico Ianniello porta in scena la storia prodigiosa del piccolo Isidoro, bambino felice nell’Irpinia degli anni ’70.
Grazie alla dote specialissima che lo rende unico, quella capacità di urlafischiare che s’è ritrovato nella gola, Isidoro elabora insieme a Quirino Raggiola – il dolce papà sindacalista e poeta che si chiude in bagno per scrivere lettere d’amore – un fischiabolario necessario ad insegnare una nuova lingua agli ultimi, per difendersi da un mondo prepotente che vuole offenderli. Nutrito dall’intelligenza, la tenerezza e le magnifiche paste della mamma Stella di Mare, Isidoro va in giro per le fiere di paese dell’osso d’Italia nell’estate del 1980 e il miracolo sembra avverarsi, la rivoluzione fischiata di un’umanità libera e felice quasi prende corpo davanti a suoi occhietti da bambino, arriverà addirittura un antropologo dalla Francia per fare la conoscenza di questo ragazzino fenomenale!
Purtroppo, però, quel terribile 23 novembre è alle porte.
E, con lui, se ne andranno definitivamente l’infanzia e la voce del prodigioso Isidoro.







