La donna pesce è una storia mostruosa e seducente, come lo sono le storie antiche dove cielo e mare si incontrano.

Lo spettacolo è un “cunto” della tradizione siciliana che, nei continui rimandi all’Odissea di Omero, si snoda tra magia, fantasia e realtà sullo sfondo di leggende arcaiche e superstizioni della Sicilia di fine ‘800 e inizio ‘900.

“Contrada Ninfa era ‘na speci di punta di terra che s’infilava nel mari”

A Vigata, città immaginaria abitata da sirene e da uomini che temono il mare, c’è una donna, che ricama sculture di ferro a mani nude, alle quali un uomo dona lucentezza bagnandole con l’acqua di mare.

“Il cunto” è condiviso, sussurrato, nell’ incantevole lingua che ricorda il mondo di Camilleri, che è musica per chi vuole raccontare, per chi desidera ascoltare e farsi compagnia.

Rosario Sparno e Antonella Romano portano in scena Maruzza su un palcoscenico abitato dalle suggestive installazioni realizzate dalla stessa Romano: figure mitiche, leggere e trasparenti, forgiate con il ferro; sospese come funambole fra forza e leggerezza.

Attenti a non tagliarsi con quel filo che cuce, che fila e che sfila ed ha sapore di ferro, di mare e di vendetta. L’evento è inserito nel Festival Asti Teatro 42, dal 28 agosto al 6 settembre 2020.

con

Antonella Romano e Rosario Sparno

regia

Rosario Sparno

installazioni

Antonella Romano

costumi

Alessandra Gaudioso

Produzione

Casa del Contemporaneo

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