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Noi e Don Rafele
in occasione del 75° Anniversario Raffaele Viviani
restituzione laboratorio a cura di Camilla Scala e Anna Spagnuolo

Un anno di iniziative, organizzate dal Comune di Castellammare di Stabia e dall’ Assessorato all’educazione e all’identità, per celebrare Raffaele Viviani. Fra queste il laboratorio teatrale dedicato all’opera del drammaturgo stabiese è nato per coinvolgere gli studenti di tutti gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado della città finalizzato alla realizzazione di uno spettacolo teatrale. Una modalità significativa di promuovere un percorso di educazione e di costruzione dell’identità attraverso la pratica teatrale.

Questo tipo di attività laboratoriale consente infatti di trasmettere alle nuove generazioni il teatro di Viviani, profondamente legato alla storia della città e al suo contesto culturale. Si crea così una dimensione di partecipazione attiva e di riconoscimento delle radici della cultura di appartenenza delle nuove generazioni. Il laboratorio diventa quindi uno spazio di condivisione e di sperimentazione, nel quale gli studenti possono rivivere insieme i temi proposti dal teatro di Viviani, mettendo al centro la creatività, l’espressione personale e il pensiero divergente delle nuove generazioni.

 

Note di regia

Questo spettacolo nasce da un laboratorio teatrale con studenti e studentesse di oggi che hanno incontrato Viviani non come autore da studiare, bensì come artista capace di raccontare persone vere: la fame, la paura, il lavoro, la dignità, la fatica quotidiana di vivere. Temi che attraversano la sua scrittura e che, purtroppo, non appartengono soltanto al passato. 

Prima di entrare nel teatro di Viviani si entra nel mondo dei ragazzi: un mondo attraversato da notizie di guerre che arrivano ogni giorno, da paure, spesso trasmesse dagli adulti, da un senso diffuso di precarietà e solitudine. Un linguaggio fisico precede le parole, un modo per affermare semplicemente una presenza: noi siamo qui.

Quando i ragazzi accendono le luci dei cellulari mostrano il modo in cui oggi ci si cerca e ci si riconosce. Lo schermo diventa una piccola luce con cui provare a costruire comunità dentro una solitudine condivisa. In questo spazio entra la voce di Viviani. Non arriva come un monumento da celebrare, arriva come una presenza viva. I suoi testi parlano ancora di chi lavora senza vedere i frutti del proprio lavoro, di chi resta ai margini, di chi cerca di diventare persona e non pecora.

Il confronto tra epoche diventa evidente. Eppure le due epoche diverse mostrano lo stesso bisogno di esserci, di farsi vedere, di fare rumore quando nessuno ascolta.

Le domande finali si rivolgono soprattutto agli adulti. Questo spettacolo è l’incontro tra tre tempi: il passato di Viviani, il presente dei ragazzi e il tempo di chi guarda.

CREDITI
regia, drammaturgia, adattamento scenico e conduzione del laboratorio Camilla Scala e Anna Spagnuolo;

laboratorio teatrale
con studenti provenienti da I.T.S. “Luigi Sturzo”, I.T.S. “M. P. Vitruvio”, I.I.S. “Enzo Ferrari”, IPSSEOA “Raffaele Viviani”, Liceo Scientifico “Francesco Severi”, I.T.I. “Renato Elia”;

interpreti
Rosaria Amita, Maria Rosaria Balzano, Carmen Cioffi, Consiglia Coticelli, Michele De Martino, Angelica Di Capua, Francesco Pio Di Lauro, Palma Esposito, Melissa Guerriero, Pasquale Matrone, Mariagrazia Sanzone, Nadia Schettino, Mariarosaria Somma, Ilaria Vitiello;

costumi Carla Vitaglione; musiche Salvatore Torregrossa; luci, audio e scene Casa del Contemporaneo

Si ringraziano il Comune di Castellammare di Stabia, l’ Assessora all’Identità stabiese Dott.ssa Annalisa Di Nuzzo, Casa del Contemporaneo, Tavole da palcoscenico Accademy che hanno voluto, sostenuto e accompagnato il progetto.