PRIMO AMORE – ATTO SENZA PAROLE 1 e 2
di Samuel Beckett
traduzione Carlo Fruttero-Franco Quadri
regia Costantino Raimondi
con Sergio Longobardi, Costantino Raimondi
assistente alla regia Annalisa Arbolino
spazio scenico Mediaintegrati
costumi Tata Barbalato
produzione e organizzazione Antonio Nardelli
disegno luci Gaetano Battista
diritti di autore Agenzia D’Arborio 1902 SRLS
foto Ivana Fabbricino
durata 60’

Primo amore, scritto nel 1946, è rimasto inedito per venticinque anni. Il protagonista è un clochard, che racconta della tomba del padre, del cimitero dove riposa e dell’innamoramento per Lulu. L’opera è un viaggio-ricordo pieno di umorismo disincantato e di avversioni oniriche, che lascia spazio a interventi diretti e imprevisti.  Segue la messinscena di Atto senza parole 1, pièce dove il protagonista tenta ironicamente il suicidio in uno spazio neutro, non riuscendoci e sfiorando il tragicomico. L’azione corporea qui “rende visibile, l’invisibile”.  In Atto senza parole 2, i personaggi A e B sono simili ma opposti: pigro il primo, scrupoloso il secondo. Chiusi entrambi dentro due sacchi ripetono gesti del quotidiano.

 

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