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Rosaria
volume 1 del progetto Esclusi – antologia scenica di vite di scarto
drammaturgia e disegni Benito Martino
adattamento, elementi scenici, luci e regia Davide Iodice
con Monica Palomby, Chiara Alborino
musiche Lino Cannavacciuolo
foto Alessandro Scarano
luci Simone Picardi
cura artistica e produzione Scuola Elementare del Teatro – progetto del ciclo officina conservatorio popolare per le arti della scena – ideato e diretto da Davide Iodice
con la collaborazione di guide e tutor della Scuola Elementare del Teatro Aps
durata 60 minuti
Rosaria è il primo capitolo di Esclusi, un progetto di antropologia sociale prima ancora che teatrale, originato da una pratica scenica di prossimità e testimonianza che accoglie le ricerche drammaturgiche di giovani autrici e autori. Lo spettacolo si ispira alla figura di Rosaria, alcolista e senza fissa dimora dei decumani napoletani, morta nel silenzio, senza cordoglio.
«Non ha ricevuto la dignità di un funerale partecipato. Questo è il saluto condiviso che Rosaria non ha mai avuto. E una dedica a lei e un’indagine dei moti che dalle viscere agitano i nostri demoni interiori. È il frutto della ricerca di ciò che della donna è sopravvissuto. Dai ricordi delle persone che l’hanno conosciuta, nelle diverse fasi della sua esistenza, abbiamo ricostruito una sua storia. È emersa una ex guida turistica abusiva. Rosaria accompagnatrice nella Napoli Sotterranea, guida di un inferno interiore. In gioventù, dalla periferia, scendeva in citta perché amava ballare. Il suo orientamento sessuale non venne accettato dalla famiglia. Scappò di casa, venne a vivere in centro seguendo una relazione amorosa. La giovane lavoratrice in fuga da casa si è sovrapposta alla donna che il centro storico di Napoli ha incontrato ubriaca. La città I’ha conosciuta intenta ad importunare le donne. Chiedeva denaro per bere, il vizio che forse più di tutti I’ha condotta al suo lento, ma prematuro, spegnimento. Spesso fu udita in violentissime invettive contro gli uomini. A qualcuno ha mostrato un sorriso ed un’acutissima visione dell’amore ed il suo inganno. È stato indagato il vivere di notte dei senzatetto di Napoli scendendo tra le 3:00 e le 4:00 per le strade. Coloro ai quali abbiamo domandato notizie su di lei, ci hanno restituito, anche chi non ne conosceva nemmeno il nome, il ricordo della donna di piazza San Gaetano che guardava non proprio il vuoto. Dietro i suoi occhi sprofondava in sé stessa seguendo il filo di un pensiero immenso e terribile».
Davide Iodice






