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STOC DDO’ – IO STO QUA
testo, regia e interpretazione Sara Bevilacqua
drammaturgia Osvaldo Capraro
produzione Meridiani Perduti
durata 60 minuti

Michele Fazio non ha ancora sedici anni quando viene colpito per errore durante un regolamento di conti tra clan rivali. La vita di Lella (la madre) da quella sera, muta radicalmente direzione. Giorno dopo giorno, con la sola presenza di madre ferita, impone le esigenze della giustizia ai clan, denunciando, testimoniando, puntando gli occhi negli occhi di chi vuole imporle il silenzio: io non fuggo, e nemmeno chiudo la porta di casa: “Stoc ddò – io sto qua”. Da dove, Lella, ha tratto la forza per combattere una guerra che non l’ha mai vista abbassare lo sguardo? Dall’esempio di sua mamma, donna determinata nell’educare i figli alla sostanza delle cose. Dal sostegno del marito, della famiglia e della gente del quartiere. Ma, soprattutto, dal dialogo mai interrotto con Michele, il garzone allegro, l’angelo di Bari Vecchia. Un dialogo, quello con suo figlio, che nessun ostacolo riuscirà mai a impedire, nemmeno la morte. Tratto da una storia vera, che travalica i confini del tempo e del luogo, perché racconta una ferita ancora aperta: quella di troppi ragazzi strappati alla vita dalla violenza criminale. Una storia che parla di adolescenze negate. Un racconto necessario, purtroppo ancora tremendamente attuale.