Suspire
di e con Fiorenza Calogero
Michele Bone’ e Gianluca Marino chitarre
produzione Migrazioni Sonore
Ci sono voci che non si limitano a interpretare: sanno spogliare la materia musicale per restituirle la sua verità più intima e profonda.
Fiorenza Calogero è una delle voci più grandi, colte e viscerali della nostra tradizione, un’artista capace di abitare la Canzone Napoletana d’autore con una grazia e una forza interpretativa uniche.
In Suspire, la cifra stilistica si muove attraverso l’essenzialità: asciugare il superfluo per custodire l’anima autentica del suono. Non ci sono sovrastrutture o ornamenti di facciata. Qui ogni nota è un atto di sottrazione generosa, un levare tutto ciò che è di troppo per fare spazio all’emozione pura. Il titolo stesso racchiude una metafora profonda: il sospiro non come semplice abbandono, ma come il confine esatto e vibrante in cui il sentimento si raccoglie, trattenuto a metà tra la ferita e la meraviglia. È il battito segreto di ciò che non ha bisogno di
essere urlato, affidato interamente a una voce che sa farsi eco di un’anima antica e contemporanea insieme.
Il concerto si muove come un flusso ininterrotto tra serenate, poesie e barcarole, dipanandosi attraverso i capolavori e le gemme di un patrimonio immenso.
Tra i brani in repertorio figurano la struggente intensità di Canta pe me, la forza drammatica di Io rido pe’ nun chiagnere — indimenticabile nell’interpretazione di Angela Luce —, la preziosa riscoperta della rara Fenestella ‘e Marechiaro di De Crescenzo e Bonagura, e la malinconica leggerezza di ‘E palumme.
Un’esperienza artistica di altissimo profilo, in cui la presenza scenica e vocale riempie lo spazio da sola, trasformando il concerto in un rito di rara eleganza e profonda emozione.






