Vittime della Storia, scarti della modernizzazione e del progresso: sono i contadini poveri del Sud a cavallo tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, quando si delinearono per loro nuove forme sociali di esclusione sociale, miseria economica e sociale, subalternità culturale che non cesseranno se non dopo la seconda guerra mondiale. Lasciando però strascichi e conseguenze che ancora pesano sulla realtà del Sud.

Nel monologo vengono seguite le grandi vicende di quell’epoca attraverso storie minime di anonimi contadini dei quali vi sono tracce documentarie liberamente elaborate. E intorno a cui sono recuperati elementi di cultura contadina che vengono dalle ricerche sulle tradizioni popolari di Paolo Apolito con Annabella Rossi e Roberto De Simone, su musiche, canti, e feste dei contadini del Sud.

Per la rassegna STORIE MINIME nella GRANDE STORIA

scritto e interpretato da

Paolo Apolito “antropologo a domicilio”

con

Antonio Giordano alle zampogne, chitarra battente, canto

 

 

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