Da marzo 2021 parte Materia Viva con le sue anteprime. Al terzo piano di Palazzo Fondi di Napoli è pronta l’installazione Vacuo del Collettivo DAMP.

L’opera sarà visibile in diretta streaming martedì 30 marzo alle ore 19:00 sui canali Facebook e Youtube di Casa del Contemporaneo. ‘Vacuo’ è un blocco di memory foam sottratto alla produzione industriale, che si lascia agire dal vuoto, “spazio intangibile e vacuo” (Lucrezio), generando un’assenza attraverso un gesto meccanico inutile.
Sempre il 30 marzo, dalle ore 10 alle ore 14, si terrà il seminario ‘LUOGHI OPEROSI, da Napoli a Terra di lavoro e dai Greci ai Borboni: MATERIALI d’ARCHIVIO’ come momento interno dedicato ad avviare il gruppo di lavoro, a condividere materiali di studio, a costruire un primo archivio comune per poi lavorare a comunicare il territorio, la sua cultura materiale e produttiva, la sua antica e tutta attuale vocazione all’innovazione. Sarà possibile seguire il seminario in modalità online. Il seminario verrà trasmesso da Palazzo Fondi con i seguenti relatori: Maria D’Ambrosio, Giovanni Petrone, Ornella Zerlenga, Francesca Castanò, Carla Langella, Giuseppe Guida, Valter Luca De Bartolomeis, Michelangelo Russo, Massimo Perriccioli, Pietro Nunziante, Luciano Romano, Raffaella Naldi Rossano, Isabella Carloni, Paola Risoli, Nico Angiuli, Franca Corrado, Roberto dell’Orco, Matteo Fraterno, Collettivo DAMP, Marcello Francolini, Paolo Di Caterina, Loic Hamelin, Caterina Morigi.
‘Materia Viva’ è l’insieme di azioni a cura di Maria D’Ambrosio e Giovanni Petrone per fare luce sulla cultura materiale e produttiva dei territori, a partire da quello tra Napoli e Marcianise. All’Associazione F 2 Lab attiva per connettere arte e impresa e a Casa del Contemporaneo centro di produzione teatrale, che sostengono e promuovono il progetto, si affiancano il Comune di Marcianise, il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania, il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, l’Istituto ‘Caselli-De Sanctis’ e Real Fabbrica di Capodimonte, insieme con imprenditori, artisti e studiosi da diverse parti d’Italia.
A Napoli, in un palazzo demaniale trasformato in via temporanea in centro per l’industria culturale, a ridosso di rua Catalana e delle sue attività artigianali legate alla lavorazione del ferro, si fa spazio ‘Materia Viva’ con l’idea di portare al centro dell’attenzione e del dibattito pubblico il tema delle aree produttive e di quelle industriali per rendere più visibile un sistema economico che nel tempo ha stratificato saperi, dato forma al paesaggio urbano e generato ricerca e innovazione a partire dai materiali: dal tufo che i primi coloni greci hanno cavato e utilizzato per costruire il primo insediamento urbano di Palepolis (sul Monte Echia, a Pizzofalcone), passando per il ferro degli artigiani insediati in rua Catalana dal tempo degli Angioini, fino alla porcellana con la Real Fabbrica dei Borbone a Capodimonte, e agli attuali materiali polimerici e ai nuovi materiali termoplastici prodotti e lavorati a Marcianise recuperando e riciclando polistirolo, plastiche e altri scarti. In pieno centro urbano di Napoli, a ridosso di un piccolo distretto artigiano e dentro uno spazio ad alta vocazione artistica e culturale, si avviano i lavori di un gruppo che unisce sapienza ricerca e operosità dei diversi
partner che collaborano a ‘Materia Viva’ e al suo sviluppo futuro.
L’installazione ‘Vacuo’ del Collettivo DAMP è il primo gesto con cui si avvia il lavoro di “Materia Viva” per raccontare i luoghi e il loro rapporto con l’arte del produrre, del fare impresa, e con il territorio, la sua storia, le sue stratificazioni. L’installazione è occasione per interrogarsi e rivolgere uno sguardo più attento alle questioni legate ai processi produttivi, alla scelta delle tecnologie e dei materiali, alle idee che prendono forma, al loro caricarsi di valore o il loro svuotarsi di senso. ‘Vacuo’ rende omaggio al materiale a memoria di forma e ai raffinati dispositivi meccanici con cui l’azienda Silver Prince produce i materassi a marchio Pale nell’area industriale di Marcianise, ma è anche un’opera astratta che sollecita chi la contempla a riconoscere nella forma data alla materia tutti i gesti che l’umanità compie quotidianamente e attraverso i quali disegna e dà forma alla materia e alle sue infinite possibilità, unendo la fatica e l’arte del fabbricare alla capacità visionaria del creare e dell’innovare. ‘Vacuo’ è l’opera che ci ricorda di tenere insieme le questioni della forma e della sostanza delle cose, di avere attenzione ai processi produttivi e alle scelte dei materiali e al loro impatto sul sistema produttivo e su quello sociale e ambientale. ‘Vacuo’ ricorda che ogni attività, artigianale, manufatturiera, meccanica, industriale, segna il territorio, genera un’area produttiva, lascia il segno nello spazio circostante che diventa paesaggio aperto allo sguardo e all’attraversamento.
Per info e partecipare al seminario: [email protected]

VACUO
“Preferisco vivere, respirare, piuttosto che lavorare”
Marcel Duchamp

Evento FB > https://www.facebook.com/events/459072358767330/

Inerme, un blocco di memory foam sottratto alla produzione industriale si lascia agire dal vuoto, “spazio intangibile e vacuo” (Lucrezio), generando un’assenza attraverso un gesto meccanico inutile. Questo definisce il ritmo di un’attesa in cui il tempo sembra fermarsi e accompagnare l’azione della forza di gravità. Quasi come in un atto respiratorio, la materia rende manifesta la dialettica del vuoto.
Schiuma poliuretanica fornita dall’azienda Silver Prince, motore AC, stampa 3D in PLA realizzata da Spatiality – 3D Printing Service

BIOGRAFIA Collettivo DAMP
La sigla DAMP racchiude una ricerca variegata, che ha trovato nella formula del collettivo un territorio entro il quale accordare sperimentazioni indipendenti. Il gruppo fondato nel 2017 da Alessandro Armento, Luisa de Donato, Viviana Marchiò, Adriano Ponte, si riunisce attorno ad alcuni nuclei
tematici che spaziano dal concetto di attraversamento a quello di sospensione, dall’altrove all’autorialità, fino all’incontro tra singolo e molteplice.

Il DAMP ha realizzato diverse installazioni site specific, come Pixel, un gioco di riflessi che ricompone l’immagine di una chiesa sconsacrata, e Deriva, un oggetto galleggiante che fluttua sull’acqua, trovando di volta in volta una sistemazione che non è possibile prevedere. La formula più congeniale alla ricerca del collettivo sembra essere quella della residenza d’artista: Sussulti, Palomonte (SA); Dune, Oasi San Felice, Grosseto; The State of the City, Rotterdam (NL).
Nel 2019 DAMP prende parte alla residenza condivisa Vicinanze curata da Chiara Arturo e Cristina Cusani presso il MACRO Asilo di Roma, per portare la loro visione sulla tematica del Mediterraneo come luogo di attraversamento.