“VIRIVI’” racconta una storia che affonda le proprie parole nel mito.

Una moltitudine di personaggi e di destini prendono vita sul palco per consacrare la nascita di un cunto d’amore e di violenza, ambientato nella Sicilia di metà novecento.  Dove i treni passano lenti e in ritardo e il fascismo detta le sue leggi senza giustizia. In questa moltitudine di voci se ne fa largo una che chiede di essere madre.

Minica e Nino vorrebbero avere un figlio. Ma quando sembra che il loro desiderio si sta per avverare ecco che interviene la “storia”, quella con la s minuscola che fa da eco a quella con la S maiuscola fatta di soprusi e ingiustizie. Il desiderio di trasforma in muta disperazione. Un racconto sulla metamorfosi e sulla resistenza. Un Cunto siciliano sulla forza straordinaria di una donna che si fa albero, che mette radici nella terra  pur di generare una nuova vita.

Sul palco tre narratori,  figure mitiche,   viaggiatori che si raccontano una storia in attesa che il treno parta e che il rito del teatro abbia inizio. Perché se si sa aspettare, il teatro arriva. E quando arriva…viri vi!

  • Voglio che pigli l’accetta
  • E pirchì?
  • Di arboli senza frutti sinni fa ligna.

Virivì” con “La donna pesce/Le funambole” completa un dittico sulla metamorfosi. Due spettacoli tratti dalle opere del maestro Andrea Camilleri.

VIRIVI’ – La donna albero 

liberamente ispirato ad Andrea Camilleri 

con Luca Iervolino, Antonella Romano, Rosario Sparno 

regia e adattamento Rosario Sparno 

Casa del Contemporaneo

Dove

teatro ghirelli