Femminile palestinese racconta la Palestina attraverso la sua cultura e la voce delle sue donne.
Il progetto inizia nel 2014, a cura di Maria Rosaria Greco, con il sostegno di Casa del Contemporaneo.

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Nel 2014, da un’idea di Maria Rosaria Greco, nasce la rassegna Femminile palestinese con lo scopo di contrastare la sistematica azione di memoricidio a cui è sottoposta la cultura palestinese e il suo popolo che da sempre esiste e resiste alla quotidiana negazione della propria identità. Femminile palestinese quindi  parla di Palestina attraverso la sua cultura e la voce delle sue donne, o comunque attraverso linguaggi culturali in cui è centrale il ruolo femminile, che, tramite l’arte e la creatività, sa ridisegnare i confini e le narrazioni dominanti.

Il progetto viene subito accolto e sostenuto dal  Casa del Contemporaneo che lo fa proprio, decidendo di dare spazio alla Palestina e alla sua cultura, esattamente mentre in Italia e in Europa si innalzano barriere e chiusure verso le culture “diverse”. Casa del Contemporaneo quindi diventa promotore della rassegna Femminile palestinese in sostegno di una contemporaneità culturale aperta e attenta alla marginalità e ai linguaggi artistici più diversificati.

Nel corso degli anni la rassegna ha consolidato preziosi partenariati attivando collaborazioni con il Comune di Salerno, l’Università degli studi di Salerno, l’Università degli studi di Napoli L’Orientale, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, il Museo MADRE di Napoli, l’Università La Sapienza di Roma, NenaNews Agency, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Democratico Operaio di Roma (aamod), la Comunità palestinese Campania, l’Istituto Santa Caterina Amendola di Salerno, il quotidiano Il Manifesto. La rassegna infine si muove in rete con associazioni e movimenti giovanili del territorio.