Buio. Il pubblico siede ai lati di una lunga tela nera. Musica. Un giovane uomo avanza alla sola luce di una lampada: gioca a creare – sul muro – quadri di ombre, che si stampano anche sui volti del pubblico. Il giovane evoca le ombre, le invita a “uscire dal nulla del buio”, a “entrare nel corpo della luce”. Le sprona a lasciare la loro inconfondibile impronta, così come fece il giovane Michelangelo… inizia un percorso che fa rivivere le tre fasi della vita artistica e spirituale dell’artista: della giovinezza, della crescita e della maturità.

La prima fase, quella della scoperta, è caratterizzata dalla luminosità, dal colore rosso. È quella fase in cui lo specchiarsi alla fonte è ritrovare nella propria immagine la conferma della propria identità. È l’età dei modelli, dell’intensità e della pienezza della vita, interrotti all’improvviso dall’omicidio. La seconda fase è quella della fuga. La luce diffusa scompare. Ora lo specchiarsi alla fonte non dà più certezze. È il tempo in cui la camera scura è nella sua testa. I modelli sono sempre più nella sua memoria. La terza fase è l’incontro con la luce bianca della maturità. È l’epilogo della storia che si chiude sulla spiaggia di Porto Ercole. Caravaggio, alla fine del suo percorso, si ritrova modello per “l’ultimo quadro della sua vita”.

Frasi tratte dallo spettacolo:

Ombre. Ombre!
Ombre ai margini del mondo.
Salite,
su questo folle palcoscenico.
Uscite dal nulla del buio.
Entrate nel corpo della luce.
Scegliete la posa giusta
per il vostro ritratto.
Ombre!
Pestate questa tela nera,
e lasciate, inconfondibile,
la vostra impronta.

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testo e regia

Fabio Cocifoglia

con

Benedetto Casillo, Simona Barattolo, Salvatore Chiantone, Ciro D’Errico, Giovanni Di Bonito, Tonia Filomena, Amelia Longobardi, Enzo Moscato, Francesco Moscato, Antonio Polito, Michele Principe

produzione

Le Nuvole/Casa del Contemporaneo