Il canto dei giganti
da I Giganti della Montagna di Luigi Pirandello

un progetto di e con Manuela Mandracchia e Fabio Cocifoglia
musiche originali eseguite dal vivo di Mario Crispi, Mario Rivera, Chiara Minaldi
in scena le foto di Letizia Battaglia e Shobha e il contributo video di Pippo Zimmardi
costumi Giuseppe Avallone
luci Simone Picardi
videomapping Livia Ficara
tecnico del suono Gabriele Faletra

produzione Casa del Contemporaneo, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
durata 1 ora e 40′

debutto maggio 2024 Teatro India

I Giganti della montagna è l’ultimo testo di Luigi Pirandello. È un’opera piena di sogni, magie, visioni, suoni, musiche e fantasmi. Un vero e proprio arsenale delle apparizioni che rispecchia tutto il potenziale dell’immaginario creativo dell’autore. Ma è anche un testo incompiuto in cui Pirandello racconta la sua grave crisi di uomo e teatrante. Il nostro spettacolo IL CANTO DEI GIGANTI prende in prestito la crisi dell’autore per raccontare la nostra crisi di uomini e teatranti. È un sogno visionario e musicale che nasce dall’intreccio di vari testi di Pirandello (tra cui le novelle Il figlio cambiato e Colloqui con i personaggi, il testo teatrale I Giganti della montagna, il libretto dell’opera La favola del figlio cambiato). È un viaggio sonoro affidato alla speciale sapienza musicale di Mario Crispi, Mario Rivera e Chiara Minaldi che rielaborano la tradizione musicale siciliana e del Mediterraneo con la musica elettronica.

È un racconto onirico che si sviluppa attraverso le fotografie struggenti e umanissime di Letizia Battaglia e Shobha e i preziosi contributi video di Pippo Zimmardi, nati da un laboratorio teatrale svolto nella Real Casa dei Matti di Palermo. Al centro della nostra storia c’è una compagnia di attori e musicisti sta provando La favola del figlio cambiato. C’è uno scrittore in piena crisi che vorrebbe dimettersi da tutto e un’attrice ossessionata dall’idea che la poesia possa salvare il mondo. E poi gli Scalognati: una corte dei miracoli, donne e uomini puri, segnati nel corpo e nella mente, reietti poeticissimi, figli cambiati, che ci obbligano a fare i conti con la nostra parte deforme e folle.