Negli anni tra il 1913 e il 1928 la Nave-Asilo “Caracciolo”, una piro-corvetta in disuso donata dopo anni di onorato servizio dalla Marina Militare alla città di Napoli grazie ad una legge speciale del 1911, fu assegnata alla signora Giulia Civita Franceschi in qualità di istruttrice. In circa quindici anni la nave accolse oltre 750 bambini e ragazzi detti “i caracciolini”, provenienti per lo più dai quartieri spagnoli, recuperati dalla loro condizione di abbandono e indirizzati ai mestieri del mare in prospettiva di una vita sana, civile e dignitosa.

Il metodo educativo “sistema Civita” fu apprezzato da Maria Montessori e dai pedagoghi del tempo che visitarono la nave. La “Caracciolo” non si limitò ad essere una scuola di addestramento ai mestieri marittimi, ma fu piuttosto una “comunità”, in cui ogni fanciullo veniva rispettato, incoraggiato e valorizzato nelle proprie tendenze, “aiutato individualmente a migliorarsi e a svilupparsi in modo armonico”. Nel 1928, il governo fascista allontanò Giulia Civita Franceschi dal suo incarico.

L’esperienza pedagogica della nave Caracciolo, della sua educatrice e dei numerosi ragazzi saliti a bordo “scugnizzi” e sbarcati uomini è il cuore del lavoro teatrale ideato da Fabio Cocifoglia, scritto e diretto con Antonio Marfella e Alfonso Postiglione: il ritratto di una donna innovativa e della sua azione educativa che ha lasciato un’impronta profonda e indelebile.

“MARE MATER” ha debuttato in una versione site-specific al Molo San Vincenzo di Napoli nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia edizione 2016.

 

 

 

 

 

 

 

 

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scheda tecnica

scheda tecnica

https://www.casadelcontemporaneo.it/item/mare-mater/

produzione

Le Nuvole/Casa del Contemporaneo

di

Fabio Cocifoglia - collaborazione alla drammaturgia Antonio Marfella, Alfonso Postiglione

altri crediti

story editor: Maria Rosaria De Medici; regista assistente: Rosario Sparno; consulenza scientifica: Antonio Mussari e Maria Antonietta Selvaggio per Fondazione Thetis - Museo del Mare di Napoli; musiche: Luca Toller, Lello Settembre, Nico Mucci; sound designer: Hubert Westkemper; costumi: Giuseppe Avallone; scene: Carla Merone, Enrico de Capoa