“Dove andiamo a fare la pioggia? Sopra i bimbi che giocano a calcio?
Sopra i bimbi che mangiano il gelato? No! Andiamo sopra a questo bel campo di grano!”

Entriamo all’interno di uno spazio morbido, chiuso e protetto, dove ad accoglierci troviamo il sorriso di una ragazza.
E’ Gaia! In un batter di ciglia ci ritroveremo dentro una grande nuvola, un batuffolo d’aria e d’acqua, in viaggio per
tutta la terra. Noi saremo insieme a lei e l’accompagneremo sopra alte montagne e sconfinate pianure,
rabbrividiremo fra i ghiacci del polo Nord e ci riscalderemo al sole del deserto per salire ancora più in alto fino alla
luna. Ma quando tornerà il sole e inizierà un nuovo giorno, ricomincerà il viaggio, attraverso il corso di milioni di
fiumi, per arrivare al mare dove tutto finisce oppure, forse, ricomincia.

Un racconto di emozioni, suoni, percezioni, colori, odori come in una bolla di sapone!
I bambini entrano scalzi all’interno di una bianca nuvola di tessuto delicato, si potrà carezzarla lievemente, si
ascolterà la storia di un volo e di un vento leggero, si racconterà di acqua e di aria, si andrà sui campi e sulle vette
per sapere del ciclo dell’acqua e del formarsi delle bianche nuvole. Nella nuvola vive un personaggio che affronterà un lungo viaggio in compagnia dei piccoli ospiti che si concluderà nel grande mare blu ma solo per un attimo perché il ciclo dell’acqua è pronto a ricominciare!

Il progetto nasce dall’idea che il teatro possa essere una formula insolita e accattivante per comunicare concetti a
carattere scientifico, anche ai più piccoli. In primo luogo ciò che conta in questa performance è consentire ai
bambini, i nostri piccoli ospiti, di sentirsi completamente a proprio agio. Per questo abbiamo scelto di far entrare il
pubblico nella nuvola senza scarpe, scalzi, liberi di porsi in una situazione di assoluta rilassatezza e migliore
predisposizione all’ascolto. Nessuna immagine o rumore proverrà dall’esterno, nulla di artefatto, tutte le suggestioni di luoghi o suoni usciranno unicamente dalle parole di Gaia e dalla sua mimica e da ciò che tutto questo riuscirà ad evocare nell’immaginazione dei bimbi. Il viaggio che Gaia affronterà è un percorso costantemente dentro/fuori la nuvola. I bambini saranno un po’ protagonisti di ciò che avviene all’acqua in tutte le sue innumerevoli trasformazioni e un po’ osservatori dei
paesaggi che l’acqua disegna nel mondo. Dai cubetti di ghiaccio che si chiamano ‘igloo’ dove vivono gli eschimesi che si salutano strofinandosi naso contro naso alle oasi nelle distese di sabbia e sole dove vanno ad abbeverarsi i cammelli insieme ai beduini, la nuvola cambierà mille volte aspetto facendosi bianca come panna montata per portare la primavera o scura e pesante a piangere di pioggia. E proprio come pioggia si stenderà nei letti dei fiumi per arrivare fino al mare dove l’acqua è tanta, tantissima, eppure così… salata. Non si può certo bere!

Il racconto di pura immaginazione e fantasia parte da un canovaccio ma va arricchendosi lungo il percorso delle
informazioni in possesso dei bambini sull’acqua, su dove si trova e in quali forme. In particolare si procede sempre
sulla base delle osservazioni del pubblico, di ciò che notano attorno a loro o su quanto gli è stato riferimento dai più
grandi, per procedere con l’arricchire o correggere o convertire quanto detto.

Le tematiche trattate, pertanto, spaziano dall’analisi delle forme dell’acqua nei suoi vari stati (solido, liquido e
gassoso), all’individuazione di luoghi dove poter trovare l’acqua (mare, fiumi, laghi ma anche terra, fiori, animali e
uomini!) alla descrizione del ciclo dell’acqua, agli usi e consumi dell’acqua potabile e non. L’attenzione nei confronti di questi argomenti, infatti, non resta fine a se stessa dal momento che s’intende sviluppare un’attenzione verso il problema della carenza di acqua potabile, di diversa distribuzione sul pianeta delle sue riserve e soprattutto di errata utilizzazione, con conseguente spreco, dell’acqua stessa. Al termine, prima che tutto, come in un sogno, svanisca in una bolla di sapone i piccoli spettatori saranno investiti di un incarico o meglio di un grande potere: non sprecare l’acqua! E per farlo potranno anche rimproverare i ‘grandi’ lì dove avranno un comportamento errato come fra scorrere l’acqua dal rubinetto quando non serve o acquistare l’acqua in bottiglia quando quella che fuoriesce dal rubinetto di casa è buonissima!

Nuvola d’acqua e d’aria è stata ospite anche di manifestazioni internazionali nel bacino del Mediterraneo.
Ciò che ci ha sempre colpito ma non stupito è che i bambini, indipendentemente dalla nazionalità, sono riusciti ad
emozionarsi sempre negli stessi momenti del nostro racconto e del nostro viaggio. Sorridendo e prestando
attenzione con la medesima intensità ma offrendo suggestioni e riflessioni che hanno dimostrato la loro grande
capacità di osservazione e di giudizio di tutto quanto li circonda. Più o meno bello che sia.

 

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con

con Sandra Mouaikel – ideazione Luciana Florio spazio scenico Monica Forster, effetti sonori Enrico de Capoa, luci Riccardo Cominotto, design Monica Forster

produzione

Le Nuvole/Casa del Contemporaneo