MATERIA VIVA

IL BELLO DEL METTERSI ALL’OPERA DOPO I GRECI, I BORBONE E ADRIANO OLIVETTI

‘Materia Viva’ è l’insieme di azioni per fare luce sulla cultura materiale e produttiva dei territori, a partire da quello tra Napoli e Marcianise.
Da marzo 2021 parte ‘Materia Viva’ con le sue anteprime: al terzo piano di Palazzo Fondi è pronta l’installazione ‘Vacuo’ del Collettivo DAMP e attivo il gruppo di lavoro inter-istituzionale per il seminario del 30 marzo. All’Associazione F2Lab attiva per connettere arte e impresa e a Casa del Contemporaneo centro di produzione teatrale, che sostengono e promuovono il progetto, si affiancano il Comune di Marcianise, il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania, il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, l’Istituto ‘Caselli-De Sanctis’ e Real Fabbrica di Capodimonte, insieme con imprenditori, artisti e studiosi da diverse parti d’Italia.

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A Napoli, in un palazzo demaniale ora trasformato in via temporanea in centro per l’industria culturale, a ridosso di rua Catalana e delle sue attività artigianali legate alla lavorazione del ferro, si fa spazio ‘Materia Viva’ con l’idea di portare al centro dell’attenzione e del dibattito pubblico il tema delle aree produttive e di quelle industriali per rendere più visibile un sistema economico che nel tempo ha stratificato saperi, dato forma al paesaggio urbano e generato ricerca e innovazione a partire dai materiali: dal tufo che i primi coloni greci hanno cavato e utilizzato per costruire il primo insediamento urbano di Palepolis (sul Monte Echia, a Pizzofalcone), passando per il ferro degli artigiani insediati in rua Catalana dal tempo degli Angioini, fino alla porcellana con la Real Fabbrica dei Borbone a Capodimonte, e agli attuali materiali polimerici e ai nuovi materiali termoplastici prodotti e lavorati a Marcianise recuperando e riciclando polistirolo, plastiche e altri scarti. In pieno centro urbano di Napoli, a ridosso di un piccolo distretto artigiano e dentro uno spazio ad alta vocazione artistica e culturale, si avviano i lavori di un gruppo che unisce sapienza ricerca e operosità dei diversi partner che collaborano a ‘Materia Viva’ e al suo sviluppo futuro.
L’installazione ‘Vacuo’ del Collettivo DAMP è il primo gesto con cui si avvia un lavoro per raccontare i luoghi e il loro rapporto con l’arte del produrre, del fare impresa, e con il territorio, la sua storia, le sue stratificazioni. L’installazione è occasione per interrogarsi e rivolgere uno sguardo più attento alle questioni legate ai processi produttivi, alla scelta delle tecnologie e dei materiali, alle idee che prendono forma, al loro caricarsi di valore o il loro svuotarsi di senso. ‘Vacuo’ rende omaggio al materiale a memoria di forma e ai raffinati dispositivi meccanici con cui l’azienda Silver Prince produce i materassi a marchio Pale nell’area industriale di Marcianise, ma è anche un’opera astratta che sollecita chi la contempla a riconoscere nella forma data alla materia tutti i gesti che l’umanità compie quotidianamente e attraverso i quali disegna e dà forma alla materia e alle sue infinite possibilità, unendo la fatica e l’arte del fabbricare alla capacità visionaria del creare e dell’innovare. ‘Vacuo’ è l’opera che ci ricorda di tenere insieme le questioni della forma e della sostanza delle cose, di avere attenzione ai processi produttivi e alle scelte dei materiali e al loro impatto sul sistema produttivo e su quello sociale e ambientale. ‘Vacuo’ ricorda che ogni attività, artigianale, manufatturiera, meccanica, industriale, segna il territorio, genera un’area produttiva, lascia il segno nello spazio circostante che diventa paesaggio aperto allo sguardo e all’attraversamento.
A cura di Maria D’Ambrosio e Giovanni Petrone


MATERIA VIVA_open lab_
a Napoli,
dalle cave di tufo, si fabbrica la città greca

  open lab_1 in collaborazione con Dipartimento Architettura e Disegno Industriale Università Vanvitelli e Coop. Sociale Cantiere Giovani

Ottobre 2021. Riprendono le attività per il progetto Materia Viva: a Napoli, a Cappella Vecchia, nel giardino lungo la rampa Caprioli. Sono a lavoro gli studenti di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Vanvitelli, futuri designer, con le loro proff Carla Langella e Francesca Castanò, insieme a un gruppo di giovani artigiani in formazione con Pasqualino Costanzo Sirio Fusco e Tammaro Capuano di Cantiere Giovani e a un gruppo di artisti – tra loro, Giovanni Battimiello, Roberto dell’Orco, Matteo Fraterno – che si unirà via via al lavoro di studio e progetto per intervenire e far riemergere tracce della memoria della terra e dei materiali. Si tratta di un lavoro di indagine sugli elementi naturali che sono da sempre il punto di partenza per fabbricare città e dare forma agli spazi. Il giardino lungo la scala detta “dei due soldi” che collega Cappella Vecchia con il viale Calascione e quindi via Monte di Dio, è un luogo speciale della città per le questioni legate ai materiali da costruzione e per il rapporto con il sottosuolo. Il giardino e la rampa sorgono sulle cave di tufo che sono la caratteristica di questa zona, a ridosso del mare di Chiaia e sotto il monte Echia, sul quale i primi coloni greci hanno costruito il loro insediamento urbano. Quel giardino e quella scala privata sono quel che rimane della strada che collegava le cave di tufo con la città in costruzione sul Monte Echia.

“Un giardino e una scala che ora – come dicono Maria D’Ambrosio e Giovanni Petrone, ideatori del progetto Materia Viva per conto di F2Lab APS e di Casa del Contemporaneo – tornano a parlare alla città, a Napoli ‘città porosa’ perché fatta di tufo, della pietra di origine vulcanica che qui ha il colore dell’oro. Proprio dalla montagna di tufo di Napoli, da questo piccolo giardino che resiste e insiste su quelle monumentali cavità, vogliamo ripartire per rendere visibili e leggibili i segni delle prime ‘fabbriche di materiali’ della città”.

L’attenzione dunque è alle cave di tufo di quella zona perchè sono la prima ‘fabbrica di materiale da costruzione’ che i primi coloni greci della città hanno realizzato per costruire la città, sul Monte Echia, a Pizzofalcone. La rampa e il giardino sono quello che resta della strada che collegava le cave al primo insediamento urbano. Ora le cave sono destinate a parcheggi e ad autorimesse e molti non ricordano e non riconoscono in quei luoghi la traccia della materia con cui è stata costruita la città, la “città porosa”.  Materia Viva vuole far conoscere la storia di quei luoghi e lavorare perché quel giardino sia il simbolo di un antico rapporto dell’uomo con il paesaggio, con la natura, con la materia.

Giovedi 28 ottobre dalle 10,00 alle 13,00 il primo ‘gesto’ e il primo intervento/installazione saranno resi pubblici e daranno l’avvio ufficiale ad un lavoro che ci farà tornare lungo quella scalinata e in quel giardino a ritrovare la monumentalità di quei luoghi, la preziosità di quelle cavità, la complessità di ciò che si è stratificato nel tempo.


 

Dopo Palazzo Fondi, Capodimonte segna un altro punto dell’itinerario che il progetto Materia Viva ha iniziato a tracciare per accendere attenzione ed interesse verso le aree e le attività produttive, attraverso la produzione di opere site specific. L’appuntamento all’Istituto Caselli-Real Fabbrica di Capodimonte è occasione per F2Lab e Casa del Contemporaneo di presentare il lavoro del Collettivo DAMP ma anche di annunciare la realizzazione di un’altra opera necessaria a ‘segnare’ i luoghi di Materia Viva, che coinvolgerà Caterina Morigi a partire dal sui lavoro sui mutamenti della materia. Il 7 giugno a Capodimonte sarà anche occasione per annunciare che il Comune di Marcianise ha destinato al progetto e alle finalità di Materia Viva una piazzetta urbana, quella nei pressi dell’ex Macello, dove l’arte e il design pubblico potranno essere strumento di comunicazione sociale e di promozione territoriale.
7 giugno ore 17,00 all’Istituto Caselli – Real Fabbrica – Bosco di Capodimonte.
Installazioni visitabili gratuitamente fino al 31 luglio 2021, dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 19.

VACUO
collettivo DAMP

“Preferisco vivere, respirare, piuttosto che lavorare”
Marcel Duchamp

Inerme, un blocco di memory foam sottratto alla produzione industriale si lascia agire dal vuoto, “spazio intangibile e vacuo” (Lucrezio), generando un’assenza attraverso un gesto meccanico inutile. Questo definisce il ritmo di un’attesa in cui il tempo sembra fermarsi e accompagnare l’azione della forza di gravità. Quasi come in un atto respiratorio, la materia rende manifesta la dialettica del vuoto. Schiuma poliuretanica fornita dall’azienda Silver Prince, motore AC, stampa 3D in PLA realizzata dal lab Spatiality3D

guarda su YouTube il making of Vacuo

 

BIOGRAFIA Collettivo DAMP
La sigla DAMP racchiude una ricerca variegata, che ha trovato nella formula del collettivo un territorio entro il quale accordare sperimentazioni indipendenti. Il gruppo fondato nel 2017 da Alessandro Armento, Luisa de Donato, Viviana Marchiò, Adriano Ponte, si riunisce attorno ad alcuni nuclei tematici che spaziano dal concetto di attraversamento a quello di sospensione, dall’altrove all’autorialità, fino all’incontro tra singolo e molteplice. Il DAMP ha realizzato diverse installazioni site specific, come Pixel, un gioco di riflessi che ricompone l’immagine di una chiesa sconsacrata, e Deriva, un oggetto galleggiante che fluttua sull’acqua, trovando di volta in volta una sistemazione che non è possibile prevedere. La formula più congeniale alla ricerca del collettivo sembra essere quella della residenza d’artista: Sussulti, Palomonte (SA); Dune, Oasi San Felice, Grosseto; The State of the City, Rotterdam (NL). Nel 2019 DAMP prende parte alla residenza condivisa Vicinanze curata da Chiara Arturo e Cristina Cusani presso il MACRO Asilo di Roma, per portare la loro visione sulla tematica del Mediterraneo come luogo di attraversamento.


 

SEMINARIO ‘LUOGHI OPEROSI: da Napoli a Terra di lavoro e dai Greci ai Borboni: MATERIALI d’ARCHIVIO’

30 marzo 2021 – Palazzo Fondi ore 10,00-14,00

con Maria D’Ambrosio, Giovanni Petrone, Ornella Zerlenga, Francesca Castanò, Carla Langella, Giuseppe Guida, Valter Luca De Bartolomeis, Michelangelo Russo, Massimo Perriccioli, Pietro Nunziante, Luciano Romano, Raffaella Naldi Rossano, Isabella Carloni, Paola Risoli, Nico Angiuli, Franca Corrado, Roberto dell’Orco, Matteo Fraterno, Collettivo DAMP, Marcello Francolini, Paolo Di Caterina, Loic Hamelin, Caterina Morigi.