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MATERIA VIVA

IL BELLO DEL METTERSI ALL’OPERA DOPO I GRECI, I BORBONE E ADRIANO OLIVETTI

a cura di Maria d’Ambrosio con Giovanni Petrone
in collaborazione con:  Università degli Studi Vanvitelli – Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Università Federico II – Dipartimento di Architettura
con il Patrocinio di:  Comune di Napoli e della Commissione Cultura della I Municipalità di Napoli, Unione Industriali di Napoli

Dal 20 settembre al 31 ottobre 2022 _a Marcianise tra Area industriale e centro urbano
un laboratorio di scrittura scenica e di produzione con mostra degli esiti in forma multimediale, una performance live, una installazione fotografica, l’apertura di uno spazio polifunzionale in fabbrica che celebra l’innovazione nella ricerca dei nuovi materiali

PROGRAMMA

– IL LABORATORIO _ PALAZZO DEI PEGNI_ Centro storico di Marcianise

dal 20 al 22 settembre 2022 ore 15-19 il laboratorio di scrittura e di installazioni sceniche OLIVETTI. LA COMUNITÀ CONCRETA
a cura di Isabella Carloni, in collaborazione con Rovine Circolari
un laboratorio di scrittura scenica attraverso i linguaggi della performance e di fabbricazione di installazioni per la scena e gli spazi pubblici per contribuire ad una drammaturgia e ad una produzione di nuovo immaginario sociale. Si parte dalla presenza olivettiana a Marcianise e dalle tracce di un’importante cultura d’impresa per raccogliere materiali più specifici da studiosi e testimoni diretti o indiretti di una presenza da riportare all’attenzione di una comunità e del suo tessuto economico e sociale. È prevista la condivisione degli esiti finali
Il laboratorio è occasione per avviare il lavoro ideativo e produttivo che Materia Viva attiva per realizzare sculture e installazioni site specific per i primi 4 luoghi individuati a Marcianise (spiazzo ex Macello e area industriale) e Napoli (Real Fabbrica di Capodimonte; Palazzo Fondi e Rua Catalana; Cave di Tufo e Rampe Caprioli a Cappella Vecchia). Pertanto sono invitati a partecipare: artist*, studios*, designer, ricercator*, imprenditor*, student* scuole e università del territorio, ex lavorator* della Olivetti di Marcianise (in particolare a questi ultimi si chiede di coinvolgere nel laboratorio anche un/a loro giovane parente e di portare materiali fotografici, oggetti o altri documenti riferiti alla loro storia in Olivetti).

In collaborazione con: Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria (prof. Marcello Francolini); Accademia di Belle Arti di Napoli (prof. Franca Corrado); Dipartimento Architettura e Disegno Industriale Università Vanvitelli (proff. Ornella Zerlenga, Luigi Guida, Francesca Castanò ); Dipartimento Architettura Università Federico II (prof. Massimo Perriccioli, prof. Pietro Nunziante, prof. Carla Langella)

– L’INSTALLAZIONE FOTOGRAFICA

23 settembre 2022 ore 19,30 e fino al 31 ottobre 2022
installazione fotografica TRACCE OLIVETTIANE. Fabbriche contemporanee a cura di Francesca Castanò con Lucio Criscuolo, Gino Saracino, Charlotte Sørensen
le fabbriche di Olivetti in Campania, colte attraverso lo sguardo e la poetica fotografica per rendere visibile la bellezza con cui l’attività produttiva ha preso forma attraverso la sua architettura e lasciato traccia di un’idea di impresa basata sul legame con la comunità e il territorio. Fotografie che fanno emergere e ‘mostrano’ il valore dei luoghi del produrre.

– GLI ESITI DEL LABORATORIO IN FORMA MULTIMEDIALE

dal 23 settembre 2022 ore 19,30
una mostra multimediale: DI MATERIA IN MATERIA: le storie della comunità concreta a cura di Carla Langella
una selezione dei materiali, dei documenti e delle produzioni che saranno condivise e realizzate durante il laboratorio. La mostra vuole essere un modo per trasformare la conoscenza e le storie personali legate alle attività produttive del territorio e alla presenza della Olivetti a Marcianise in racconti da condividere con un pubblico più esteso per ricostruire una memoria collettiva relativa all’identità produttiva del territorio marcianisano.

– LA PERFORMANCE LIVE

23 settembre 2022 ore 20,00
una performance live: Olivetti e la Comunità concreta di e con Isabella Carloni, in collaborazione con Rovine Circolari
un’azione scenica che introduce e fa vivere il pensiero e la filosofia imprenditoriale di Adriano Olivetti e intreccia dati e testimonianze locali con domande sempre aperte relative al rapporto tra impresa e territorio

– LO SPAZIO POLIFUNZIONALE CHE INTRODUCE I NUOVI MATERIALI

_AREA INDUSTRIALE_ spazi di F2Lab e area polifunzionale di Airpol Italia
ottobre 2022 inaugurazione dello spazio-opera di Maurizio Elettrico
la ricerca artistica di Maurizio Elettrico con la sua saga ‘Lo scoiattolo e il Graal’ rilegge il rapporto tra Uomo e Natura utilizzando e interpretando il materiale oera, prodotto da Airpol e parte di una filiera di recupero e riciclo che fa delle opere realizzate il veicolo di un discorso che unisce etica e estetica e introduce alla sostenibilità di un mondo produttivo che celebra la spinta alla circolarità e alla ibridazione. L’interesse per queste opere è testimonianza della attualità della filosofia olivettiana e apre alla relazione tra Arte e Impresa.

 

in collaborazione con: Università degli Studi Vanvitelli – Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Università Federico II – Dipartimento di Architettura, Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, Accademia di Belle Arti di Napoli, Istituto Caselli-Real Fabbrica di Capodimonte | con il Patrocinio di: Comune di Napoli – I Municipalità – Commissione Cultura, Unione Industriali di Napoli

 

il progetto Materia Viva

Materia Viva è l’insieme di azioni e interventi a cura di Maria D’Ambrosio e Giovanni Petrone per fare luce sulla cultura materiale e produttiva dei territori, a partire da quello tra Napoli e Marcianise. All’Associazione di Promozione Sociale F2 Lab attiva per connettere Arte e Impresa e a Casa del Contemporaneo centro di produzione teatrale, che sostengono e promuovono il progetto, si affiancano il Comune di Marcianise, il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania, il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, l’Istituto ‘Caselli-De Sanctis’ e Real Fabbrica di Capodimonte, insieme con imprenditori, artisti e studiosi da diverse parti d’Italia. La città, la fabbrica, le botteghe, i laboratori, le aree produttive, sono i luoghi privilegiati da riattraversare, da vivere, da conoscere e far conoscere, da collegare al resto del sistema-territorio per produrre nuove cartografie sociali da cui far emergere azioni future.
con il patrocinio della I Municipalità – Comune di Napoli
industry partner Airpol Italia

Le aree e le attività produttive sono il focus tematico di Materia Viva che si interseca con quello delle materie prime, dei differenti materiali utilizzati nei processi produttivi, da attraversare e ripensare nella prospettiva dell’economia circolare e della rigenerazione territoriale.

i luoghi

Marcianise
– area industriale
– spiazzo ex Macello
– palazzo ex Banco dei Pegni

Napoli
Istituto Caselli-Real Fabbrica di Capodimonte
Immerso nel Bosco di Capodimonte, l’Istituto ospitava già nel ‘700 la “Real Fabbrica della Porcellana”, una delle Manifatture Reali fondate da Carlo III di Borbone. Dagli anni ’60 questo prestigioso edificio è sede dell’Istituto Giovanni Caselli che contribuisce alla diffusione della cultura ceramica attraverso i laboratori ed i reparti di lavorazione unici in Campania e nel mondo per le loro maestranze e le loro storicità artistiche manuali.

La missione fondamentale dell’Istituto Caselli è di creare tecnici e progettisti particolarmente esperti, sebbene con competenze diverse, nei differenti ambiti e settori del mondo ceramico. Personale preparato al mondo del lavoro, attento alle trasformazioni degli stili di vita, quindi del design, quindi alle evoluzioni del mercato e delle evoluzioni tecniche e tecnologiche, sia in termini dei materiali costituenti, che in termini di processi tecnici e operativi.

Cave di tufo di Cappella Vecchia/Rampa e giardino Caprioli
Ripercorrendo le origini del luogo, il promontorio di Pizzofalcone si presenta fortemente identitario della città di Napoli. Anticamente noto come Euplea, il promontorio fu uno dei primi luoghi ad essere occupato dai coloni greci sui quali fondarono la città di Partenope. Neapolis, ed ancor prima di essa Palepolis, fu edificata attraverso un processo di sottrazione del Tufo Giallo Napoletano prodotto a seguito di antiche attività vulcaniche circoscritte all’interno dell’area flegrea. Tecniche di taglio, quelle citate, le quali permisero di ottenere blocchi materiali utili all’edificazione della città moderna e che ha dato origine a cavità sotterranee adibite a svariati usi nel corso del tempo: cisterne per il decorso delle acque, luoghi di sepoltura, ricoveri antiaerei durante i conflitti bellici, sino a parcheggi per le automobili.

Un materiale indice di porosità, come sosteneva lo scrittore Walter Benjamin, che diviene fattore di connessione tra la Napoli antica e quella contemporanea. Una pietra, quella tufacea, caratterizzata da una storia millenaria e ruolo cardine nell’architettura del paesaggio napoletano grazie alla sua facile lavorabilità.
Nel XVI secolo, le pendici orientali avevano ormai acquisito una forte importanza sul fronte urbanistico, a cui seguì l’insediamento di palazzi signorili circondati da orti e ampi giardini.


 

COMUNICATO 5 aprile 2022 ore 18,30

con Materia Viva, a Cappella Vecchia il design per fare luce sulle antiche cavità

I commercianti e gli artigiani di Cappella Vecchia aderiscono al progetto Materia Viva e accolgono l’idea di rendere le loro vetrine spazi di comunicazione, ospitando i progetti degli studenti del corso di Design per l’Innovazione dell’Università Vanvitelli, a lavoro da ottobre per fare luce sul sistema di cave di tufo e sulla rampa e il giardino Caprioli. Il design è utilizzato per comunicare, per restituire valore e far riconoscere al quartiere l’importanza di questi luoghi e il loro legame con la costruzione del primo insediamento urbano di Pizzofalcone risalente ai primi coloni greci.

“Un’altra occasione – dicono Maria D’Ambroso e Giovanni Petrone –  per promuovere l’incontro tra giovani designer e la città guardando ai suoi potenziali distretti creativi e produttivi. E un momento di coinvolgimento pubblico che utilizza la funzione sociale del Design per creare una nuova sensibilità, più attenta al territorio e in grado di avvicinarsi e sostenere pratiche produttive sostenibili e di qualità. L’attenzione infatti è ai materiali, a partire da quelli naturali come il tufo per finire a quelli che nascono dalla ricerca e dall’innovazione e si inseriscono in filiere del riciclo e dell’economia circolare”.

Si tratta di progetti site specific pensati proprio per invitare a ripercorrere il borgo di Cappella Vecchia tra le sue cave di tufo e la rampa e il giardino Caprioli, testimonianze di una Napoli greca e poi di tutte le successive stratificazioni della sua storia. Oggetti di design che attraverso forme ispirate dal luogo stesso, ‘parlano’ di antichi e nuovi materiali in un quartiere simbolo perché sede delle prime fabbriche di materiali necessari a costruire la città. 

Da martedì 5 aprile e per una settimana si potrà percorrere la via Cappella Vecchia e arrivare fino alla sua piazzetta, seguendo un itinerario in 8 punti espositivi tra i librai/editori, antiquari, ristoratori e artigiani/artisti che hanno fatto spazio a questa esposizione e diventati loro stessi parte attiva di un lavoro di valorizzazione e di conoscenza avviato con ‘Materia Viva’ già da qualche anno tra Napoli e Marcianise.

“Un percorso tra materia e forma che diventa un’esperienza per ripensare Chiaia, non solo come quartiere dello shopping ma come insediamento creativo che dà tanto spazio alla cultura e all’arte contemporanea e guarda al futuro del Palazzo delle Arti di Napoli e alla valorizzazione del patrimonio archeologico del Monte Echia a Pizzofalcone come due simboli forti e parte del paesaggio urbano” dicono Teresa Armato, Assessora al Turismo del Comune insieme a Giovanna Mazzone Presidente della I Municipalità e Eugenio Tremante,  Presidente della Commissione Cultura insieme ai suoi consiglieri.

In maggio è in programma l’installazione dei progetti e la loro nuova esposizione nel giardino Caprioli. “Un’opportunità per l’Università di lavorare su temi concreti e di aprirsi ad un diverso approccio alla progettazione in grado di dialogare con la specificità dei luoghi e avvicinarli alla contemporaneità” dicono le proff Carla Langella e Francesca Castanò dell’Università Vanvitelli che hanno guidato e coordinato i lavori del gruppo di studenti, anche con il supporto tecnico di Cantiere Giovani.

Materia Viva’ è il progetto ideato e curato da Maria D’Ambrosio con Giovanni Petrone, promosso dall’Associazione F2Lab e da Casa del Contemporaneo con partner  per fare luce sulla cultura materiale e produttiva dei territori, a partire da quello tra Napoli e Marcianise.

‘Materia Viva’ è il progetto che attraverso l’arte contemporanea e il design promuove i territori e le attività produttive. Avviato a marzo 2021 ha individuato un primo itinerario di luoghi, tra Napoli e Marcianise, cui riconoscere valore d’insieme perché parti di un tessuto produttivo attraverso cui pensare il ‘paesaggio’ e lo sviluppo del territorio.

Materia Viva è un progetto realizzato in collaborazione con: Comune di Marcianise, Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale – Università Vanvitelli, Istituto Caselli-Real Fabbrica di Capodimonte – Napoli, Liceo Artistico ‘O. Buccini’ di Marcianise, Scuola di Progettazione artistica per l’impresa – Accademia di Belle Arti di Foggia, Cooperativa Cantiere Giovani

con il patrocinio di: Comune di Napoli, I Municipalità del Comune di Napoli, Unione Industriali di Napoli
e per gentile concessione della proprietà del Giardino Caprioli
progetto Solar Lamp di Alessia Manzo e Luigi Montella – studenti Università Vanvitelli –
per  Materia Viva e il Giardino Caprioli a Cappella Vecchia

Rita Caiazzo e Andrea Scala – studenti Università Vanvitelli –
studi del logo per installazione interattiva con realtà aumentata per  Materia Viva e le Cave di Tufo a Cappella Vecchia

Timelight – installazione per Materia Viva e  la Rampa Caprioli a Cappella Vecchia –

design Simone Martucci, Alessia Schettino, Lucio Junior Prisco, Maria Saputo (studenti Università Vanvitelli)

la panca Gea Memoriae di Maria Teresa Petrosino (neolaureata all’Università Vanvitelli – in polistirene e oera® (tecnopolimero riciclabile 100%, da polistirene riciclato e scarti di tufo – produzione: Airpol Italia srl – Marcianise area industriale) per Materia Viva e il Giardino Caprioli a Cappella Vecchia

MATERIA VIVA a Napoli
Istituto Caselli / Real Fabbrica di Capodimonte
Nel Bosco di Capodimonte è da continuare il lavoro di valorizzazione e di promozione delle attività relative alla ideazione, formatura e realizzazione di manufatti in porcellana. La presenza di una Scuola-Fabbrica costituisce un unicum che va connesso al territorio e alle sue potenzialità di innovazione, sviluppo e produzione.

Prima azione con cui Materia Viva ha ‘acceso’ l’attenzione su questo unicum, è stata l’installazione di Vacuo del Collettivo DAMP a maggio e fino a luglio 2021.

Palazzo Fondi / distretto artigiano di Rua Catalana
La presenza di Palazzo Fondi e le sue potenzialità come sede di attività dell’industria culturale spinge la progettualità di Materia Viva a rendere più visibile il nesso tra produzione materiale e indotto produttivo, artigianale e manufatturiero della filiera del settore artistico e culturale.

Proprio a Palazzo Fondi, al terzo piano, sede di Casa del Contemporaneo, si è dato avvio nel marzo 2021 a Materia Viva, in forma di prologo, con l’installazione di Vacuo del Collettivo DAMP.

Giardino e Rampa Caprioli / cave di Tufo a Cappella Vecchia
La presenza del sistema di cave di tufo a Cappella Vecchia va resa evidente per l’importanza delle prime e antiche fabbriche di materiali che la città di Napoli ha visto insediarsi ad opera già dei primi coloni greci per la loro attività costruttiva. Le cave e il giardino e la rampa Caprioli disegnano un antico distretto produttivo collegato con l’insediamento urbano di Monte Echia che va reso più leggibile e conosciuto perché si possa riqualificare la zona archeologica e restituirla alla fruizione della città.

MATERIA VIVA a Marcianise
all’ex Palazzo dei Pegni e nello spiazzo nei pressi dell’ex Macello

uno spazio nel centro storico della città e una piazza nella periferia residenziale come spazi pubblici da dove guardare e connettere all’area industriale e alle attività che fanno di Marcianise un’area produttiva e con una presenza significativa di imprese a forte vocazione innovativa.

Di grande interesse anche il significativo patrimonio di archeologia industriale che vede il presidio olivettiano insieme con altri edifici di interesse storico e architettonico come quello della Kodak e quello della 3M, da valorizzare.

A lavoro da marzo 2022 un gruppo di studenti del Dipartimento di Architettura, il corso di studi di Community Design, insieme a quelli dell’Istituto d’Arte cittadino e dell’Accademia di Foggia, con i loro docenti di riferimento in interazione con artisti, studiosi e imprese.

nell’Area industriale
nella sede di exNovo_Marcianise city lab, lo spazio aperto da luglio 2018 da F2Lab grazie all’ospitalità dell’azienda Airpol, saranno organizzati incontri seminariali e laboratoriali ed eventi di presentazione legati alle attività di valorizzazione dell’area industriale e alla promozione della ricerca applicata al recupero di polistirolo ed altri scarti. Le imprese del territorio che aderiscono a ‘Materia Viva’ costituiscono un piccolo presidio attivo che manifesta la volontà a fare della responsabilità sociale d’impresa un motore di sviluppo e promozione territoriale.

PROGRAMMA febbraio 2022

in collaborazione con:
Comune di Marcianise
e
Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II
e
Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale – Università Vanvitelli
e
Istituto Caselli-Real Fabbrica di Capodimonte – Napoli
e
Liceo Artistico ‘O. Buccini’ di Marcianise
e
Scuola di Progettazione artistica per l’impresa – Accademia di Belle Arti di Foggia
e
Cooperativa Cantiere Giovani
con il patrocinio di:
I Municipalità del Comune di Napoli, Unione Industriali di Napoli
e per gentile concessione
della proprietà del Giardino Caprioli

‘Materia Viva’, il progetto che attraverso l’arte contemporanea e il design promuove i territori e le attività produttive, riparte a febbraio focalizzando su un altro dei luoghi del suo itinerario: le cave di tufo a Cappella Vecchia a Napoli – primo sistema di ‘fabbriche di materiali da costruzione’ che risale ai primi coloni greci e al loro insediamento urbano sul Monte Echia a Pizzofalcone – che insieme al giardino e la Rampa Caprioli detto ‘la montagnola’, grazie alla disponibilità della proprietà, sono diventati da ottobre 2021 oggetto di lavoro per il gruppo di studenti coordinati dalle prof. Francesca Castanò e Carla Langella del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Vanvitelli. Il 10 febbraio 2022 a Vicoletto Cappella n°7 le prime due installazioni site specific progettate dal gruppo di studenti della Vanvitelli con l’aiuto del gruppo di makers in formazione coordinato dalla Cooperativa Cantiere Giovani. Due azioni pubbliche che intervengono in quegli spazi per iniziare a parlare al territorio e al quartiere perché a partire da chi lo abita si possa riacquistare consapevolezza del valore storico e archeologico di quelle cavità – ora destinate a garage – da connettere al patrimonio culturale della città da conoscere e valorizzare. Le installazioni avranno anche la funzione di rinviare, mediante un link specifico, a contenuti aggiuntivi nel web, prodotti ad hoc per informare e approfondire la conoscenza dei luoghi.

Il 15 febbraio 2022 ad Aversa, nella sede del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Vanvitelli, la mostra dei prototipi di tutti progetti site specific ideati per il sito a Cappella Vecchia. Solo un inizio per poi preparare alla mostra di marzo, in situ a Cappella Vecchia e alle altre azioni pubbliche da preparare per attivare anche gli altri luoghi interessati da ‘Materia Viva’, e quindi ancora Palazzo Fondi e il distretto artigiano di Rua Catalana, l’Istituto Caselli-Real Fabbrica di Capodimonte, e Marcianise con la sua area industriale, l’ex Palazzo dei pegni e lo spiazzo nei pressi dell’ex Macello destinato a Materia Viva.

Nel quartiere di Chiaia, che si distingue per la presenza di gallerie e spazi dedicati all’arte contemporanea, è importante che il lavoro e la ricerca degli artisti contemporanei, insieme a quella di studiosi e giovani designer, contribuiscano a recuperare il valore dell’Arte Pubblica con opere site specific e con un lavoro di comunicazione pubblica che smuova il senso comune verso una nuova sensibilità, più attenta al territorio, alla sua storia, alle sue risorse e soprattutto dentro una logica produttiva che unisce cultura produttiva e beni materiali a cultura e beni immateriali. Molti gli artisti/le artiste che hanno dimostrato interesse per Materia Viva e i luoghi fin’ora individuati, per le tematiche su cui si muove e per mettersi all’opera collaborando e interagendo con le risorse e i saperi messi in gioco attraverso i diversi partner coinvolti.


 


MATERIA VIVA_open lab_
a Napoli,
dalle cave di tufo, si fabbrica la città greca

  open lab_1 in collaborazione con Dipartimento Architettura e Disegno Industriale Università Vanvitelli e Coop. Sociale Cantiere Giovani

Ottobre 2021. Riprendono le attività per il progetto Materia Viva: a Napoli, a Cappella Vecchia, nel giardino lungo la rampa Caprioli. Sono a lavoro gli studenti di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Vanvitelli, futuri designer, con le loro proff Carla Langella e Francesca Castanò, insieme a un gruppo di giovani artigiani in formazione con Pasqualino Costanzo Sirio Fusco e Tammaro Capuano di Cantiere Giovani e a un gruppo di artisti – tra loro, Giovanni Battimiello, Roberto dell’Orco, Matteo Fraterno – che si unirà via via al lavoro di studio e progetto per intervenire e far riemergere tracce della memoria della terra e dei materiali. Si tratta di un lavoro di indagine sugli elementi naturali che sono da sempre il punto di partenza per fabbricare città e dare forma agli spazi. Il giardino lungo la scala detta “dei due soldi” che collega Cappella Vecchia con il viale Calascione e quindi via Monte di Dio, è un luogo speciale della città per le questioni legate ai materiali da costruzione e per il rapporto con il sottosuolo. Il giardino e la rampa sorgono sulle cave di tufo che sono la caratteristica di questa zona, a ridosso del mare di Chiaia e sotto il monte Echia, sul quale i primi coloni greci hanno costruito il loro insediamento urbano. Quel giardino e quella scala privata sono quel che rimane della strada che collegava le cave di tufo con la città in costruzione sul Monte Echia.

“Un giardino e una scala che ora – come dicono Maria D’Ambrosio e Giovanni Petrone, ideatori del progetto Materia Viva per conto di F2Lab APS e di Casa del Contemporaneo – tornano a parlare alla città, a Napoli ‘città porosa’ perché fatta di tufo, della pietra di origine vulcanica che qui ha il colore dell’oro. Proprio dalla montagna di tufo di Napoli, da questo piccolo giardino che resiste e insiste su quelle monumentali cavità, vogliamo ripartire per rendere visibili e leggibili i segni delle prime ‘fabbriche di materiali’ della città”.

L’attenzione dunque è alle cave di tufo di quella zona perchè sono la prima ‘fabbrica di materiale da costruzione’ che i primi coloni greci della città hanno realizzato per costruire la città, sul Monte Echia, a Pizzofalcone. La rampa e il giardino sono quello che resta della strada che collegava le cave al primo insediamento urbano. Ora le cave sono destinate a parcheggi e ad autorimesse e molti non ricordano e non riconoscono in quei luoghi la traccia della materia con cui è stata costruita la città, la “città porosa”.  Materia Viva vuole far conoscere la storia di quei luoghi e lavorare perché quel giardino sia il simbolo di un antico rapporto dell’uomo con il paesaggio, con la natura, con la materia.

Giovedi 28 ottobre dalle 10,00 alle 13,00 il primo ‘gesto’ e il primo intervento/installazione saranno resi pubblici e daranno l’avvio ufficiale ad un lavoro che ci farà tornare lungo quella scalinata e in quel giardino a ritrovare la monumentalità di quei luoghi, la preziosità di quelle cavità, la complessità di ciò che si è stratificato nel tempo.


 

Dopo Palazzo Fondi, Capodimonte segna un altro punto dell’itinerario che il progetto Materia Viva ha iniziato a tracciare per accendere attenzione ed interesse verso le aree e le attività produttive, attraverso la produzione di opere site specific. L’appuntamento all’Istituto Caselli-Real Fabbrica di Capodimonte è occasione per F2Lab e Casa del Contemporaneo di presentare il lavoro del Collettivo DAMP ma anche di annunciare la realizzazione di un’altra opera necessaria a ‘segnare’ i luoghi di Materia Viva, che coinvolgerà Caterina Morigi a partire dal sui lavoro sui mutamenti della materia. Il 7 giugno a Capodimonte sarà anche occasione per annunciare che il Comune di Marcianise ha destinato al progetto e alle finalità di Materia Viva una piazzetta urbana, quella nei pressi dell’ex Macello, dove l’arte e il design pubblico potranno essere strumento di comunicazione sociale e di promozione territoriale.
7 giugno ore 17,00 all’Istituto Caselli – Real Fabbrica – Bosco di Capodimonte.
Installazioni visitabili gratuitamente fino al 31 luglio 2021, dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 19.

VACUO
collettivo DAMP

“Preferisco vivere, respirare, piuttosto che lavorare”
Marcel Duchamp

Inerme, un blocco di memory foam sottratto alla produzione industriale si lascia agire dal vuoto, “spazio intangibile e vacuo” (Lucrezio), generando un’assenza attraverso un gesto meccanico inutile. Questo definisce il ritmo di un’attesa in cui il tempo sembra fermarsi e accompagnare l’azione della forza di gravità. Quasi come in un atto respiratorio, la materia rende manifesta la dialettica del vuoto. Schiuma poliuretanica fornita dall’azienda Silver Prince, motore AC, stampa 3D in PLA realizzata dal lab Spatiality3D

guarda su YouTube il making of Vacuo

 

BIOGRAFIA Collettivo DAMP
La sigla DAMP racchiude una ricerca variegata, che ha trovato nella formula del collettivo un territorio entro il quale accordare sperimentazioni indipendenti. Il gruppo fondato nel 2017 da Alessandro Armento, Luisa de Donato, Viviana Marchiò, Adriano Ponte, si riunisce attorno ad alcuni nuclei tematici che spaziano dal concetto di attraversamento a quello di sospensione, dall’altrove all’autorialità, fino all’incontro tra singolo e molteplice. Il DAMP ha realizzato diverse installazioni site specific, come Pixel, un gioco di riflessi che ricompone l’immagine di una chiesa sconsacrata, e Deriva, un oggetto galleggiante che fluttua sull’acqua, trovando di volta in volta una sistemazione che non è possibile prevedere. La formula più congeniale alla ricerca del collettivo sembra essere quella della residenza d’artista: Sussulti, Palomonte (SA); Dune, Oasi San Felice, Grosseto; The State of the City, Rotterdam (NL). Nel 2019 DAMP prende parte alla residenza condivisa Vicinanze curata da Chiara Arturo e Cristina Cusani presso il MACRO Asilo di Roma, per portare la loro visione sulla tematica del Mediterraneo come luogo di attraversamento.


 

SEMINARIO ‘LUOGHI OPEROSI: da Napoli a Terra di lavoro e dai Greci ai Borboni: MATERIALI d’ARCHIVIO’

30 marzo 2021 – Palazzo Fondi ore 10,00-14,00

con Maria D’Ambrosio, Giovanni Petrone, Ornella Zerlenga, Francesca Castanò, Carla Langella, Giuseppe Guida, Valter Luca De Bartolomeis, Michelangelo Russo, Massimo Perriccioli, Pietro Nunziante, Luciano Romano, Raffaella Naldi Rossano, Isabella Carloni, Paola Risoli, Nico Angiuli, Franca Corrado, Roberto dell’Orco, Matteo Fraterno, Collettivo DAMP, Marcello Francolini, Paolo Di Caterina, Loic Hamelin, Caterina Morigi.